Puerto Escondido: dal film all’incubo

2 marzo 2009 | Archiviato in Notizie dal Messico.

puerto-escondidoClaudio Conti, l’imprenditore veronese proprietario di ristoranti e alberghi a Puerto Escondido che aveva ispirato il film di Gabriele Salvatores è stato barbaramente ucciso da quattro malviventi messicani simili a quelli che popolano il film e che nella realtà facevano parte di una banda chiamata “Los Zetas”.

Primitivo Ramirez, uno dei rapitori, ha confessato l’uccisione alla polizia locale che lo ha arrestato un mese fa assieme ad altri tre complici della banda.

“Los Zetas” avevano chiesto un riscatto di 10 milioni di pesos (circa un milione di dollari) per rilasciare l’imprenditore, che aveva 52 anni. Per ragioni ancora non chiarite, i rapitori interruppero i contatti con la famiglia della vittima pochi giorni dopo il sequestro, e decisero di ucciderlo e di far sparire il corpo – peraltro non ritrovato – in una fossa nei pressi dell’hotel stesso.

Anni fa il produttore del film di Salvatores, Maurizio Totti, aveva smentito il riferimento ad una persona reale come Conti. Uno dei suoi locali però, l’Art Café, aveva sicuramente contribuito all’ispirazione del romanzo omonimo di Pino Cacucci e quindi, indirettamente, a quella del film. Mesi fa la moglie di Conti, Mirella Hernandez, aveva accusato le autorità e la polizia messicane di “non fare nulla” per risolvere il caso del marito rapito.

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